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Le minoranze Arbereshe

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La minoranza linguistica albanese è riconosciuta e tutelata dalla Legge 482 della Repubblica Italiana. Si tratta di una variante linguistica che fa parte del Sistema Linguistico Albanese, parlato da circa 6 milioni di persone nel mondo, la metà delle quali risiedono in Albania, mentre il resto è costituito da comunità presenti in Kosovo, in Serbia, Macedonia, in Grecia, in Montenegro e anche in Italia, dove si contano circa 80.000 persone, capaci di parlare la variante albanese italiana, chiamata Arbëreshë oppure Arberesco. Si tratta di comunità linguistiche presenti attualmente nell’Italia centro-meridionale in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

L’attuale presenza di simili comunità deriva dal fatto che nel corso del XV secolo alcune emigrazioni di albanesi toccarono la Puglia e il meridione d’Italia. La diaspora degli Arbëreshë nel nostro paese cominciò quindi nel Quattrocento e si sviluppò in diverse fasi nei secoli successivi. In particolare, nella prima metà del Cinquecento, molte comunità albanesi stanziatesi in alcune regioni della Grecia, partirono per fondare villaggi isolati nel meridione italiano in seguito all’invasione turca dei Balcani. Dopo cinquecento anni, sebbene molte comunità di Lingua Arbëreshë siano scomparse, altre invece sono riuscite a conservarne la lingua e le tradizioni, e in molti si battono quotidianamente per la tutela linguistica a livello locale, nazionale ed europeo. Una delle realtà più importanti in Puglia, unica nella provincia di Taranto, è sicuramente la comunità di San Marzano di San Giuseppe, che ha conservato la lingua e può vantarsi come uno tra i paesi di etnia arbereshe più grandi d’Italia. All’ interno di questa comunità della provincia jonica, la tradizione della lingua si è mantenuta viva, sia grazie alla volontà e caparbietà dei genitori di insegnarla ai loro figli, sia soprattutto alla coscienza e all’ interesse di quei discendenti che malgrado le difficoltà, hanno voluto conservare la lingua come segno di attaccamento e appartenenza al territorio. Oggi, grazie anche ai numerosi tentativi di riportare in vita antiche tradizioni popolari, la riscoperta di questo bagaglio linguistico e culturale è sintomo di una ritrovata coscienza verso il territorio, motivato quindi dal fatto di possedere una risorsa ineguagliabile- la minoranza linguistica – che non può altro che fungere da volano per un turismo culturale, in grado di puntare ad un’ approfondito studio degli aspetti sociali delle popolazioni locali. Oltre ai diversi esperimenti portati avanti da studiosi e dalle Amministrazioni Provinciali e Comunali come corsi di lingua, sportelli linguistici, informativi, progetti di elaborazioni di testi e dizionari, da alcuni anni anche la Proloco Marciana si è mossa in questa direzione, promuovendo il territorio compreso i suoi aspetti morfologici come la lingua, inteso come elemento caratterizzante la popolazione e il paesaggio, al pari dei costumi e delle usanze, riconoscendo alla lingua il suo giusto peso e valore, come importante mezzo di coesione e socializzazione.

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