Gal Terre del Primitivo
Eventi in Puglia
Cantine San Marzano

Info territorio

  • Il paesaggio di San Marzano
    In origine il territorio del comune di San Marzano costituiva il limite occidentale della Foresta Oritana ( ager uritanus) che…
  • Il nostro territorio: tra cavalli e pagghiari
    Oggi, tra nuove tecnologie e ricerca affannosa di energie alternative, anche l’agricoltura e il paesaggio del nostro territorio rischiano di…
  • Azienda Vitivinicola Capuzzimati
    L'azienda vinicola Capuzzimati nasce nel 1962, fondata dal viticoltore Don Capuzzimati Cataldo. In origine l’azienda era capace di trasformare solo…
  • Itinerario Cantagallo
    SAN PIETRO E IL CANTO DEL GALLO La tradizione popolare racconta di questa parte del territorio ricco di pietre, da…

Premio leggere lib(e)ri

Territorio - chiese e santuari

Il Santuario e il suo ambiente

Situato nella zona orientale del capoluogo jonico, il Santuario della Madonna delle Grazie di San Marzano è uno dei rari luoghi culturali rupestri del territorio, che resta vivo e frequentato.
Il Santuario rupestre, attualmente, non obbedisce a precisi schemi bizantini a causa di adattamenti per la particolare natura della roccia; mentre il corredo pittorico si attiene a stilemi iconografici ricadenti la stagione vetero-bizantina. In un paesaggio formato da una piattaforma solcata da gravine che si allargano in pianori infossati e vallette circoscritte, dette lame, si trova la Chiesa rupestre della Madonna delle Grazie inserita entro una lama dalla profondità di cinque metri nel punto più alto. La Chiesa si affaccia su questa lama dall’aspetto suggestivo e dalla forma particolare che si caratterizza per la presenza di molte grotte di varie dimensioni che si aprono sui suoi costoni.

L'attuale chiesa è stata edificata probabilmente nel XVIII e venne dedicata a San Carlo Borromeo in segno di grande devozione per un uomo che si era dimostrato grande benefattore per la comunità sanmarzanese  ( vedasi l’ iscrizione su una lapide all’ interno della chiesa).

Fu edificata con i lasciti dei coniugi Rosaria Cotugno e Pietro Greco con testamento del 1853. Presenta una struttura semplice, ad una sola navata, la volta in tufi nostrani ( come tutto il corpo di fabbrica) è formata da quattro campate che poggiano su otto pilastri in muratura, ogni singola campata ha la volta a stella.